Brundibàr, ovvero la storia tragica e assurda di Tèrezin


Tutto ebbe inizio con un viaggio a Praga, una città che ho percepito fin da subito come magica, una città fatta di tante storie e tanti scorci. Nulla, però, ha lasciato in me traccia indelebile come le pareti ricoperte di scritte della Sinagoga Pinkas, nel cuore del quartiere ebraico, appena accanto al Cimitero. Decine di migliaia di nomi, più di settantasettemila, a memoria di altrettante vittime dell'Olocausto in una delle comunità ebraiche più antiche e vaste dell'Europa centro-orientale.

La Sinagoga Pinkas, però, aveva altre emozioni da regalarli: al piano superiore, infatti, c'è una piccola stanza, al cui interno sono raccolte testimonianze, disegni e ricordi dei bambini rinchiusi nel ghetto-fortezza di Tèrezin, una cittadina a una cinquantina di chilometri da Praga. A quel punto, si è riaperto il libro dei ricordi: mi è tornato in mente un libro che raccontava la storia di quel luogo. Una storia unica e assurda: i Nazisti, infatti, dopo aver occupato la Cecoslovacchia, decisero di trasformare quella che un tempo era stata una prigione asburgica in un "campo ideale", dove portare artisti, musicisti, attori per far credere al mondo che il destino degli ebrei deportati fosse quello di poter vivere in città ideali come quella. Una grande menzogna in seno alla quale nacquero anche lavori originali, tra cui Brundibàr, un'opera musicale per ragazzi scritta da due compositori cechi, Adolf Hoffmeister e, soprattutto, Hans Krasa, che ne curò la regia all'interno del campo (Hoffmeister riuscì a fuggire prima della cattura).


L'idea di raccontare questa storia mi è rimasta in testa anche dopo il ritorno a casa. Caso vuole, però, che io abbia ricevuto una telefonata dalle scuole medie di Condove, che mi chiedevano qualche idea per realizzare uno spettacolo insieme ai ragazzi.


Così è nata quest'avventura: grazie al sostegno e alla disponibilità di tre insegnanti della scuola, le Professoresse Rossana Ferraris, Patrizia Ollino ed Elisabetta Albesano, oltre che dei docenti di musica Ezio Rizzon e Mario Orla, e, soprattutto, alla passione dei ragazzi delle classi 3°A e 3°B ha preso forma questo spettacolo, intitolato, a partire dall'opera di Krasa, Brundibàr: voci dal ghetto di Tèrezin.


Per me, lavorare su Brundibàr è stata un'esperienza del tutto nuova: abituato a muovermi da solo, fatta eccezione ovviamente per il "team ristretto", mi son trovato di fronte una brigata di quaranta ragazzi (fortunatamente entusiasti) da gestire, ovviamente con l'immancabile e preziosissimo sostegno degli insegnanti. Sarà loro il compito di rappresentare un adattamento teatrale dell'opera di Krasa e Hoffmeister. A me, invece, quello di intervallare il racconto spiegando come il tutto sia nato e il grande inganno perpetrato dai Nazisti a Tèrezin.


Vi aspetto numerosi venerdì 26 gennaio 2018 alle ore 21 presso il Salone P.G. Frassati in Via Roma 4 a Condove (TO). Dopo lo spettacolo ci sarà la toccante testimonianza di Ottavio Allasio, deportato da Bussoleno e sopravvissuto agli orrori del campi di prigionia nazisti.


La locandina dell'evento del 26 gennaio

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