IL BRACCIO E IL SENNO
VITTORIO EMANUELE II, CAMILLO BENSO DI CAVOUR E L'UNITÀ D'ITALIA
Il Braccio e il Senno 1920.jpg

“Sia Vittorio Emanuele il braccio dell’Italia e Lei il senno, signor Conte”

Questo è quanto Giuseppe Garibaldi scrisse a Camillo Benso, Conte di Cavour,

primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, il 18 maggio 1861.

Il “Braccio” e il “Senno”, il Re Vittorio Emanuele II di Savoia, e il suo Primo Ministro, Cavour:

due Padri della Patria, due figure chiave della storia dell’unificazione politica del nostro Paese.


Nella vita, due uomini estremamente diversi, lontani per abitudini, stile di vita e idee, ma costretti a “sopportarsi” e a lavorare fianco a fianco, soprattutto nelle fasi chiave dell’Unità d’Italia, dalla seconda Guerra d’Indipendenza alla morte del grande statista, giunta il 6 giugno del 1861, a pochi mesi dalla nascita del Regno d’Italia.

In Il Braccio e il Senno Alberto Borgatta veste i panni di Henry d’Ideville, legato francese alla Corte di Torino tra il 1859 e il 1861 e spettatore esterno dei giorni chiave per i destini d’Italia, per raccontare le storie e il difficile rapporto tra questi due grandi personaggi, così lontani eppur così vicini.

Sullo sfondo, la Torino capitale del Regno di Sardegna e del nascituro Regno d’Italia, con i suoi salotti, i suoi circoli, i suoi pettegolezzi e i tanti personaggi che si trovarono a essere spettatori e protagonisti

di una delle fasi più importanti della storia del nostro Paese.