Tre anni...

Il 30 maggio è una data importante per me. Sono passati tre anni, infatti, dalla sera in cui presentai a Condove per la prima volta Ho lasciato la Mamma mia, con a fianco l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Sezione Condove-Borgone e Sillabe di Sale Editore. Scopo della serata, ricordare i cent'anni dallo scoppio del primo conflitto mondiale. Sarebbe stato il mio battesimo del fuoco: per la prima volta (dopo qualche tentativo l'anno prima, quando presentai il lavoro di ricerca della Chiesa Vecchia) sarei stato solo su quel palco a raccontare una storia. Quella sera avrei portato in scena per la prima volta la storia dell'"Avvocato", che avrei imparato a conoscere presto come un amico.


Sono passati tre anni e di cose ne sono cambiate tante. A partire dagli aspetti della vita di tutti i giorni: quel 30 maggio ero uno studente di Farmacia in preda a una crisi esistenziale, oggi uno di Storia prossimo a laurearsi (con le dita incrociate, comunque, perché non si sa mai). Quel 30 maggio ero semplicemente un appassionato di Storia, ora spero di farne il mio futuro, a partire dall'avventura come docente all'UNITRE di Condove, che spero sia solo il primo tassello di un bel percorso.

Da allora sono cambiate le esperienze in gioco: quel giorno salivo sul palco con le idee abbastanza confuse, improvvisando una scenografia, con il solo aiuto di due quarzine gialle, con una regia semplicissima e le proiezioni mandate con un powerpoint. Oggi, e ne ho avuto la riprova presentando Metz Yeghérn a inizio mese, non solo posso contare, come già era allora, sul supporto di tutta la "Factory", ma a forza di provare, riprovare e sperimentare si riesce a toglierci lo sfizio di osare ogni volta molto di più. Mi fa sorridere pensare com'è cambiato, da quella prima sera alle ultime repliche, Ho lasciato la Mamma mia e quanta strada abbiamo fatto insieme, dal libro alle presentazioni al Salone del Libro a Torino e al Polo del '900.


Da quel 30 maggio 2015 è nata buona parte dei nostri progetti: da UNDICI a Radio Libertà, dai lavori più brevi come La Paura agli ultimi nati, Brundibàr e Metz Yeghérn, fino ai progetti, e ce n'è più di uno, che crescono e aspettano di vedere la luce. Questo intervento è proprio per ringraziare chi c'era e chi mi diede fiducia in quella sera di maggio, a dirla tutta non tanto diversa da quella odierna e tanto piovosa. Senza di voi e del vostro sostegno il bellissimo percorso che come B:Factory stiamo portando avanti probabilmente sarebbe stato diverso.


Ora, spazio ai prossimi progetti. Innanzitutto, gli ultimi esami e la laurea, se no non si va da nessuna parte. Poi un'estate che si preannuncia intensa e piena di appuntamenti.


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