FRATELLI
BREVI STORIE DI UOMINI E FATTI DAL FRONTE
1920.jpg

Tempo, distanza, distacco.


Sono tre termini che, in un certo senso, spaventano ogni associazione o realtà culturale che si occupi in qualche modo di Memoria e conservazione di essa. Il tempo che passa, che crea un sedimento e nasconde fatti e avvenimenti fino a ridurli a semplici appunti, numeri e nomi su un foglio di carta. La distanza, che ne è diretta conseguenza, cioè il leggere quei numeri e quei nomi come qualcosa di distante e, quindi, di meno applicabile agli odierni paradigmi di realtà.
Infine, il distacco, il non riuscire a percepire quel che è stato come qualcosa di esistito e che, forse in altre forme, possa esistere di nuovo.

Il progetto Fratelli - brevi storie di Uomini e fatti dal Fronte, una produzione Borgatta’s Factory a cura di ANCR - Federazione Territoriale di Torino e Alberto Borgatta, affronta questa “minaccia” scegliendo come suoi protagonisti volti noti e meno noti della Storia militare del XX secolo, riprendendo attraverso brevi racconti vicende utili non solo a collocarli nel quadro storico dei conflitti, ma anche a far emergere la loro tridimensionalità e il loro essere, prima che “personaggi”, esseri umani.

 

Fratelli”, come avrebbe detto Giuseppe Ungaretti

La narrazione avviene secondo due diverse vie: quella live, destinata a un pubblico in presenza, attraverso il racconto e lo storytelling integrato da immagini e supporti audiovisivi per offrire agli spettatori un’esperienza a 360°. Accanto, poi, quella a distanza, con la produzione di brevi video, realizzati con la medesima filosofia, da distribuire attraverso le principali piattaforme web e utili in ambito didattico per integrare la narrazione lineare della Storia del Novecento.

Le parole d’ordine dell’intero progetto sono immediatezza e fruibilità. Sia i video sia i singoli episodi dello spettacolo dal vivo (che si compone di più racconti cronologicamente e geograficamente trasversali) sono pensati per la fruizione anche da parte di un pubblico di non addetti ai lavori. Per questo, il linguaggio di riferimento è quello divulgativo, partendo però, ovviamente, da uno studio serio e consapevole della Storia che si sta portando sul palcoscenico.